TikTok ha un clone e si chiama Skylight

Di il 04 Aprile, 2025
Nata da un'idea di Tori White e Reed Harmeyer e finanziata dal presidente dei Dallas Mavericks, Mark Cuban, la piattaforma consente di caricare video brevi, come sull'app di ByteDance

Definirla clone non è esagerato. Skylight, la nuova app decentralizzata che si propone sul mercato come alternativa a TikTok, presenta grafica e funzionalità praticamente identiche al social di ByteDance.

Nata da un’idea dei co-fondatori Tori White, attuale amministratore delegato, e Reed Harmeyer, Cto, Skylight offre un’esperienza video di breve durata che emula TikTok, con molte funzionalità familiari tra cui un editor video integrato, la possibilità di commentare, mettere mi piace, condividere video, impostare il proprio profilo utente e seguire altri utenti.

La sua gestazione è stata molto veloce.

In appena dieci settimane, tramite lo stesso protocollo AT che utilizza Bluesky, Skylight è stata preparata per essere lanciata sul mercato, come si legge su Wired.

Foto: Skylight social.

Un’emulazione di TikTok

Ma in che cosa questa app è veramente simile al social di Bytedance? Si potrebbe rispondere: “in tutto”.

Dall’editor per il montaggio agli effetti fino alla parte social e di instant messaging, ma persino le icone dei tasti virtuali sono identiche a quelle di TikTok.

Dato che l’app nasce sulla base del protocollo AT, i video pubblicati su Skylight possono essere visti e utilizzati anche dagli utenti di Bluesky e di altre app basate sullo stesso protocollo.

Mentre sulle sorti di TikTok la partita è ancora aperta, questa app punta sulla decentralizzazione del dato.

I video che qui si possono caricare sono pensati per durare fino a un massimo di tre minuti e si possono montare direttamente in-app e rendere più pop con una serie di effetti.

In un software del genere non poteva mancare una piattaforma social per inviare e ricevere messaggi, condividere commenti e personalizzare il proprio profilo.

Soldi per Skylight

Dietro a un round pre-seed da poco portato a termine da Skylight c’è Mark Cuban, imprenditore e investitore statunitense miliardario, nonché presidente dei Dallas Mavericks, squadra di basket della Nba, rilevata a gennaio del 2000.

Cuban presiede anche HDNet, una rete televisiva americana che trasmette in alta definizione.

Il suo primo approccio con il mondo dell’imprenditoria è stato all’età di 12 anni, quando per comprarsi un paio di scarpe da basket ha iniziato a vendere sacchi della spazzatura.

Dopo un anno all’Università di Pittsburgh, si è iscritto all’Indiana di Bloomington e, nel 1981, si è laureato in Business Administration.

Durante il college, ha rilevato un bar che gli ha fruttato un po’ di quattrini. Si è quindi lanciato a pieno nel mondo dell’imprenditoria e ha fondato la MicroSolution, azienda che vende software, per poi rivenderla nel 1990 per sei milioni di dollari.

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Mark Cuban nel 2019. Foto: Wikimedia Commons.

Nel 1998 ha finanziato Audionet, fondata nel 1995 dal compagno di college Todd Wagner, trasformandola in Broadcast.com. L’anno successivo, Broadcast.com viene venduta a Yahoo! per 5,7 miliardi di dollari. Dopo essere diventato il presidente della NBA Dallas Mavericks, Cuban ha iniziato a investire in diversi settori.

Nel 2017, Forbes lo ha inserito al 564esimo posto nella lista degli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio stimato in 3,3 miliardi di dollari.

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Chiara Buratti muove i suoi primi passi nel mondo del giornalismo nel 2011 al "Tirreno" di Viareggio. Nel 2012 si laurea in Comunicazione Pubblica e nel 2014 consegue il Master in Giornalismo. Dopo varie esperienze, anche all'estero (El Periódico, redazione Internazionali - Barcellona), dal 2016 è giornalista professionista. Lavora nel web/nuovi media e sulla carta stampata (Corriere della Sera - 7, StartupItalia). Ha lavorato in TV con emittenti nazionali anche come videoeditor e videomaker (Mediaset - Rete4 e Canale 5, Ricicla.tv).