
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato un nuovo rinvio del cosiddetto “TikTok ban”, inizialmente previsto per sabato 5 aprile.
Con un ordine esecutivo, il secondo di questo tipo in meno di tre mesi, il provvedimento viene posticipato di altri 75 giorni, ufficialmente per “lavorare ai dettagli della vendita” della popolare app cinese.
La norma, firmata da Biden lo scorso aprile, impone a ByteDance, società proprietaria cinese di TikTok, di cedere la piattaforma a un acquirente americano non legato al governo di Pechino.
In caso contrario, il governo americano procederà con il blocco dell’app negli store digitali e un rallentamento negli aggiornamenti, fino all’inutilizzo, dell’app nei dispositivi in cui è già installata.

L’avviso sulla temporanea sospensione dell’app di TikTok negli Stati Uniti, tra il 18 e il 19 gennaio scorso.
L’annuncio su Truth
Trump ha spiegato in un post su Truth che l’accordo “richiede ulteriore lavoro per garantire la firma di tutte le approvazioni necessarie”.
Ma dietro lo stallo, secondo quanto riportato dalle principali agenzie di stampa, ci sarebbe la reazione del governo cinese ai nuovi dazi imposti da Washington mercoledì scorso: controdazi del 34% sui beni americani e il congelamento delle trattative su TikTok.
Fonti vicine ai negoziati rivelano che l’accordo era stato praticamente raggiunto: si prevedeva la creazione di una nuova società americana per gestire TikTok negli USA. Tra gli interessati all’acquisizione, Amazon, Oracle, AppLovin e diversi fondi di investimento.
Ma dopo l’annuncio delle tariffe, ByteDance avrebbe fatto sapere alla Casa Bianca che nessun accordo potrà essere approvato da Pechino senza un’intesa più ampia sui dazi.
Trump, nel suo messaggio, ha ribadito la volontà di evitare la chiusura dell’app: “Non vogliamo che TikTok venga spento. Non vediamo l’ora di lavorare con TikTok e la Cina per concludere l’accordo”.
Il presidente ha concluso definendo i dazi “lo strumento economico più potente per la sicurezza nazionale”.