
Essere influencer su LinkedIn è diverso rispetto agli altri social media.
I content creator trovano un ambiente meno affollato e più professionale, dove – almeno finora – la soglia di attenzione verso contenuti approfonditi e specializzati è più alta.
Con tutta probabilità, sottolinea il Wall Street Journal, post legati al mondo lavorativo – come, ad esempio, le occasioni di assunzione e la visibilità del proprio profilo – non potrebbero mai raggiungere la stessa visibilità e l’interesse che riscuotono su LinkedIn su altri social media, come Instagram o TikTok.
La piattaforma, nata per cercare posizioni lavorative, caricare il proprio curriculum e scambiarsi le congratulazioni per i nuovi incarichi, è diventata il luogo digitale dove gli amministratori delegati hanno le loro newsletter, i manager commentano le tendenze dei propri settori di riferimento e nuovi influencer guadagnano collaborando con aziende e offrendo servizi su abbonamento.
Voci da non perdere
In alcuni casi, i profili che oggi hanno centinaia di migliaia di follower su LinkedIn e sono considerati top voice non avevano alcuna intenzione di diventare gli influencer della piattaforma.
Un post azzeccato, pubblicato al momento giusto, ha cambiato la carriera di alcuni di loro.
È il caso di Jess Ramos, che – racconta Fast Company – una sera ha pubblicato un post che parlava dello smart working. Quel contenuto ha raggiunto quasi cinque milioni di visualizzazioni ed è stato l’inizio della svolta per Ramos.
Tre anni fa, April Little – una manager statunitense nell’ambito delle risorse umane – ha pubblicato un post che analizzava quanta differenza di visibilità e appeal su LinkedIn ci sia tra gli ex dipendenti di grandi aziende e altre figure simili non provenienti da società blasonate.
Come evidenzia il Wall Street Journal, quel contenuto, così schietto e diretto, è stato apprezzato da migliaia di utenti e ha rappresentato la rampa di lancio per il suo nuovo mestiere.
“Non mi vedo come una content creator, anche se lo sono”, ha detto Little, uno dei tanti esempi di influencer specializzati presenti sulla piattaforma.

Foto: Flickr.
LinkedIn si adatta
Il social media ha capito che più di qualcosa stava cambiando e ha assecondato questa evoluzione. Ma senza strafare.
Nel 2021, la piattaforma ha aggiunto la “modalità creator”, che dà accesso ad analisi e strumenti di condivisione più avanzati. Oggi questa opzione è disponibile per tutti gli iscritti.
Poi, lo scorso anno, la tendenza inarrestabile dei video brevi, rigorosamente in verticale, ha coinvolto anche LinkedIn.
La sua app per smartphone ha aggiunto la funzione per i filmati, che si possono vedere a schermo intero.
Secondo l’azienda, le visualizzazioni son cresciute del 36% su base annua, riporta il Wall Street Journal.
Uno dei vantaggi dei video, sostiene l’Ad dell’agenzia di marketing Creator Authority Brendan Gahan, è la capacità di diversificare i contenuti e rendere LinkedIn più attrattivo per la generazione Z, sempre più presente sulla piattaforma.
I dati di Emarketer indicano infatti che quest’anno gli utenti mensili sul social media dei professionisti dovrebbero salire in media a 23,1 milioni, dai 21,1 milioni del 2024.
Una crescita equilibrata e senza eccessi, così come i cambiamenti di LinkedIn.