Cosa ci dice il geo-sentiment sui dazi

Di il 04 Aprile, 2025
Dal 31 marzo al 3 aprile, in America la keyword “Liberation Day” ha incassato oltre 5.1 milioni di interazioni e un sentiment positivo del 54%

Da alcuni anni, in modo particolare rispetto al recente passato, nel dibattito pubblico è tornato in auge il concetto di geopolitica, per raccontare e interpretare il grado di connessione di vicende ed eventi che interessano non solo gli stati nazionali, ma anche area geografiche più vaste.

Forse, sono maturi i tempi per iniziare a introdurre anche un secondo parametro interpretativo di tali connessioni, solo all’apparenza meno utile ma decisamente altrettanto pieno di significati: il geo-sentiment.

Il geo-sentiment non solo ci restituisce gli sbalzi di umore dell’opinione pubblica ma ci aiuta a capire quanto sullo stesso argomento gli atteggiamenti degli utenti possono cambiare in funzione della loro residenza.

Questo parametro rappresenta il termometro per comprendere quanto sale e scende la polarizzazione valoriale degli utenti a seconda della loro ubicazione e quanto questa influenza le loro opinioni.

Il geo-sentiment sui dazi

Sul tema dei dazi il sentiment, calcolato dalla società Arcadia, cambia in modo profondo spostandoci da una sponda all’altra dell’oceano Atlantico. Se nelle conversazioni digitali degli americani, dal 31 marzo al 3 aprile, la keyword “Liberation Day”, nome dato dall’amministrazione Trump alla entrata in vigore delle nuove tariffe, ha incassato oltre 5.1 milioni di interazioni e un sentiment positivo del 54%, sempre nello stesso periodo la consorella “Tariffs” si è fermata al 36% di sentiment positivo.

Grafico: Arcadia

Parallelamente, quando le due parole chiave sono state censite solo nel parlato digitale che si è generato in Europa o, meglio, in Italia, in Francia, in Germania e nel Regno Unito, le reazioni degli utenti sono state comprensibilmente più contrastate.

Infatti, il sentiment positivo incassato dalla keyword “Liberation Day” è stato del 36%, con una perdita secca del 18%, mentre la keyword “Dazi/Tariffe” ha ottenuto un sentiment negativo dell’89%, contro il 64% incassato negli Stati Uniti.

Grafico: Arcadia *Italia, Francia, Germania e Regno Unito

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Consigliere nazionale AssoComPol e FerpiLab, editorialista con Formiche, Panorama.it, il Tempo, il Riformista, la Stampa e il Mattino. Data analyst di XXI Secolo, il programma ideato e condotto da Francesco Giorgino su Rai 1.