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Non c’è pace per i corrispondenti incaricati di coprire la Casa Bianca. Dopo aver riservato dei posti ai cosiddetti nuovi media – da influencer a conduttori di podcast – nella sala stampa e aver fatto vietato l’ingresso all’Associated Press perché si rifiutava di scrivere “Golfo d’America“, ora Donald Trump vuole scegliersi i giornalisti.
L’ha fatto sapere ieri, 25 febbraio, la portavoce Karoline Leavitt, annunciando che, d’ora in poi, “sarà l’ufficio stampa della Casa Bianca a determinare la composizione del pool” di giornalisti che, a rotazione fra quotidiani, riviste, televisioni, agenzia di stampa e fotografi, potrà accedere a sale più ristrette come lo Studio Ovale o viaggiare a bordo dell’Air Force One.
Questo gruppo di giornalisti svolge una funzione fondamentale, spiega Cnn, poiché trasmettono le informazioni ai colleghi di altre testate tramite i cosiddetti pool report, inviati via e-mail.
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Donald Trump, 45esimo e 47esimo presidente degli Stati Uniti, nello Studio Ovale alla Casa Bianca. Foto: FMT.
Senza precedenti
Le più importanti testate statunitensi, dal New York Times al Washington Post, hanno sottolineato il fatto che si tratta di una soluzione senza precedenti nella storia recente americana.
In particolare, secondo il Washington Post, quella di Trump è una decisione volta a minare ulteriormente la fiducia degli americani nelle testate cosiddette mainstream – un processo già in atto dato che, secondo una ricerca di Gallup pubblicata lo scorso ottobre, soltanto tre americani su dieci hanno almeno un basso grado di fiducia nei media.
Per quasi un secolo, è stata l’associazione dei Corrispondenti della Casa Bianca a gestire e decidere la composizione del gruppo di corrispondenti che, a rotazione, seguivano gli eventi nella residenza del presidente.
L’associazione rappresenta i cronisti accreditati alla Casa Bianca da 111 anni ed è composta da centinaia di giornalisti di diverse testate.
Il suo presidente è Eugene Daniels, un corrispondente di Politico, autore della influente newsletter Playbook.
“Questa mossa mina l’indipendenza della stampa libera negli Stati Uniti”, ha dichiarato Daniels in un comunicato, sottolineando che l’associazione dei Corrispondenti non ha ricevuto alcun preavviso dalla Casa Bianca.
“In un Paese libero, i leader politici non possono scegliersi la stampa”, ha aggiunto.
Ora, invece, ha detto Leavitt, “saremo noi a prendere queste decisioni”.
La giustificazione data dalla portavoce della presidenza ricalca il solito copione trumpiano. “Restituiremo il potere al pubblico che legge i vostri giornali, guarda i vostri programmi e ascolta le vostre trasmissioni radiofoniche”, per sottolineare, ancora una volta, che il presidente vuole aprire le porta ai nuovi media – fra cui siti di streaming e podcast.
Queste piattaforme, secondo Trump e i suoi collaboratori, hanno diritto a entrare nei luoghi del potere poiché informano milioni di cittadini negli Stati Uniti.